BOLLETTINO DEL SANTUARIO N.1 GENNAIO-MARZO 2019

Cari amici, cari lettori del Bollettino,

eccoci di nuovo a voi con questo nuovo numero!

Ne “L’angolo del Rettore” p. Massimiliano Preseglio ci presenta una preziosa riflessione sul mistero della risurrezione di Gesù. Cosa significa fare Pasqua? E’ ancora possibile oggi accogliere e ridonare l’annuncio della Risurrezione di Cristo? La risurrezione è fondamentale per la fede cristiana. La Resurrezione di Gesù è la piena rivelazione dell’amore di Dio per gli uomini. Un amore vivo, attivo e operante, posto dalla parte di chi è debole e di chi tenta di fare della propria vita un’occasione di dono per gli altri. La risurrezione di Gesù è la forza stessa di Dio che fa nascere la vita dalla morte: da questo evento non si può in alcun modo prescindere, se non ha rischio di rendere tutto vano, così ci ricordano san Paolo Apostolo e sant’Agostino d’Ippona e, ancor prima Maria, i discepoli e gli apostoli che formarono la Chiesa originaria. La risurrezione di Cristo fonda la speranza del credente: essa riguarda Gesù Cristo e, proprio per questo, riguarda noi come realtà misteriosa e segno anticipatore, poiché nel Risorto si intravede la meta del cammino della storia umana e, al contempo, quella di ognuno di noi.

La Pasqua è l’incontro con Cristo risorto. Come prepararsi, dunque? E quali sono i passi fondamentali di questa preparazione? In questa prospettiva, dallo spazio dedicato alla “spiritualità passionista”, p. Andrea Redaelli ci regala indicazioni concrete con l’articolo “Vivere la Quaresima”. Il cammino quaresimale da sempre si compone di tre passi fondamentali: la preghiera, il digiuno e la carità. La preghiera: per instaurare e disporsi al dialogo con Dio, per far spazio all’azione della grazia, per evitare di rinchiuderci in noi stessi. Il digiuno: per allenare la volontà al giusto distacco dai beni terreni e riconoscere l’ordine giusto da dare alle cose e alle situazioni della vita. La carità: per essere capaci di atti donativi, non solo a parole. La carità occupa, neanche a dirlo, un posto speciale tra i precetti quaresimali che la Chiesa propone. E fonda la coerenza della vocazione di ogni cristiano. San Paolo della Croce invitava all’esercizio della carità anche nelle piccole cose, come si può evincere dal suo testamento spirituale del 29 agosto 1775, riportato alla fine dell’articolo.

L’amore cristiano, declinato in vari modi ed incarnato in pratiche di carità e compassione, fonda non solo la coerenza cristiana ma getta una luce inequivocabile sulla “cultura dell’indifferenza” che sta agli antipodi dell’amore di Dio per noi: ed è proprio questo l’argomento dell’articolo di p. Marco Ermano nella rubrica “Le perle di papa Francesco”. Dio ha fatto il primo passo e per primo ci ha amati: la compassione di Dio per noi, oltre ad essere una continua prova d’amore e sollecitudine del Creatore per le sue creature, è l’antidoto che ci guarisce dall’indifferenza verso il nostro prossimo.

P Diego Menoncin, in questo numero, con la prima parte di un articolo dal titolo “I Papi di san Paolo della Croce” ci presenta i rapporti che san Paolo della Croce intrattenne con i pontefici del suo tempo, soprattutto con Benedetto XIII e Benedetto XIV. Questo articolo è una bella occasione per tutti i lettori: la storia dei rapporti papali di san Paolo della Croce è estremamente interessante degna di essere conosciuta, poiché in essa si rivela la storia, vista da una certa angolazione visuale, della nascita della famiglia passionista.

Il talento narrativo di Elena Silva, nello spazio dedicato alle “Figure bibibliche”, stavolta ci propone la prima parte di uno studio dedicato alla figura di Giuseppe, figlio di Giacobbe e il primo dei due figli di Rachele, la cui vicenda è a tal punto bella da essere annoverata fra le narrazioni bibliche più belle e coinvolgenti, tale da occupare ben tredici capitoli del Genesi – il che non è poco.

Fabrizio Gualco infine, in “Volti e parole” pubblica la prima parte di un articolo centrato sul beato Eugenio Bossilkov, vescovo bulgaro e martire cattolico, ucciso dal regime comunista bulgaro nel 1952, una delle figure più importanti e rappresentative della famiglia passionista.

SURREXIT DOMINUS VERE, ALLELUJA! A tutti voi e ai vostri cari l’augurio di buona Pasqua!

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