IL SANTUARIO

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La facciata del Santuario

Molare

Anticamente, in località Cerriato, sorgeva il luogo Campalis con la Chiesa Pieve di S. Maria. Nel secolo XIII il nome Campale viene mutato in Molare, che distrutto, si ricostruisce sulla riva dell’Orba, più facile per la difesa dalle scorrerie.

Le Rocche

A 3 Km. da Molare sorge la frazione Rocche, un gruppo sparso di case adagiate in uno sfondo di verde cupo, alle falde degli Appennini, ai confini tra l’Alto Monferrato e la Liguria.

L’apparizione

Il Santuario deve la sua origine a una apparizione della Madonna, avvenuta nel secolo XVI (1500). Il fatto, tramandatoci da una veneranda tradizione, è confermato da antichi documenti. Una povera donna di Molare, di nome Clarice, colte un po’ d’erbe le aveva fatte cuocere e, posto quel misero desinare in un paniere, si era incamminata verso il monte, dove il marito stava tagliando legna. Dopo una buona mezz’ora di strada era arrivata dove incomincia la vera salita, sul luogo chiamato le Rocche, e precisamente dove ora sorge l’Altare maggiore del Santuario. All’improvviso le si presenta dinanzi una bellis¬sima Signora, vestita di ricco manto azzurro e tutta circonfusa di splendida luce. La buona donna, a quella visione, cade in ginocchio meravigliata e tremante. Ma il suo stupore aumenta quando si sente chiamare per nome:
– Clarice, volete darmi un po ’ di pane?
– Oh! mia bella signora, ben volentieri; ma ho solo delle erbe cotte che porto a mio marito.
– Guarda nel paniere – insiste la signora.
La buona donna con mano incerta, scopre il paniere: È PIENO DI PANE FRESCO E PROFUMATO!…
– Vergine santissima! esclama fuori di se dalla commozione.
– Io sono proprio Colei che tu invochi – soggiunse la misteriosa Signora.
Và a Molare e di a tutti che qui desidero una Chiesa in mio onore. Qui porrò un trono di grazie. E la visione celeste scomparve.

Il primo miracolo

La notizia dell’apparizione, si divulga tra i Molaresi e la commozione e l’entusiasmo del popolo è grande.
Il primo storico del Santuario, D. Giuseppe Antonio Gaioli, arciprete di Molare, così racconta il miracolo: “Eravi in quel tempo nel paese un uomo per nome Giovan Maria Cazuli, già da molti anni dell’uso delle membra quasi del tutto privo, trascinava miseramente la sua vita appoggiato a due pezzi di legno. Udita la novella di tale apparizione, prende come meglio può la strada del monte delle Rocche e colà giunto alza gli occhi al cielo, dà in dirotto pianto, e singhiozzando grida: Oh Vergine santissima delle Rocche, liberatemi da questo mio stato infelice. La fede fu viva, il premio le tenne dietro, che sull’istante libero si trova e sano delle sue membra; lascia i pezzi di legno a piè di Maria, e tutto allegro e dritto: Viva, grida, viva Maria!”. Altri fatti miracolosi si susseguono e la devozione alla Madonna delle Rocche si divulga nei paesi circonvicini. Sul luogo dell’apparizione, viene eretta una croce di legno, e più tardi, processionalmente è portato un quadro che viene appeso alla croce. Il quadro, restaurato, è conservato nella Cappellina degli ex voto: misura cm. 50×35. Vi è dipinta la Madonna con in braccio Gesù Bambino: ai suoi piedi S. Giovanni Battista, fanciullo, e ai fianchi due Vescovi, probabilmente S.Guido e S.Maggiorino.
Il 6 agosto 1635 Mons. Felice Crova, Vescovo di Acqui, emana i decreti costitutivi del Santuario, con precise norme amministrative.

Il Santuario

Il 17 maggio 1608 il Consiglio Comunale di Molare è convocato per decidere “come conviene dare opera alla bella fabbrica della Chiesa della Beatissima Vergine delle Rocche e spendere li denari esigiti da detta fabbrica, quali si trovano nella cassa della detta Chiesa”. Evidentemente a questa data esisteva già una Cappella, ma il concorso dei pellegrini era tale che richiedeva la costruzione di una Chiesa.
Con sacrifici e buona volontà gli abitanti di Molare, con a capo i Sacerdoti e l’Autorità Comunale, si prodigano in questo lavoro e dopo il 1620 si trovano registrati grandi concorsi di popolo.
Dato il continuo afflusso di devoti si sente la necessità, nel 1661, di rifare, su tre navate, il Santuario: era già stato costruito nel 1635 un piccolo campanile, dotato di due campane.
Nell’anno 1867 la Chiesa è allungata di una arcata e viene rifatta la facciata. Nel 1882 Carlo Guala, di Mo-lare, dona alla Chiesa della Madonna delle Rocche un magnifico organo.

La prima solenne Incoronazione (10 agosto 1823)

La devozione alla Madonna delle Rocche si era tanto diffusa nei paesi circonvicini che si volle incoronare la statua. Vi furono grandi preparativi: venne sistemata la strada e il piazzale, e davanti alla facciata fu eretto un grande palco a tre arcate; nel centro il trono per la Madonna e l’Altare per la celebrazione della Messa. Erano presenti due bande musicali dell’esercito. Lo storico P. Lorenzo dell’ Ausiliatrice, Passionista, così descrive quelle giornate: “L’alba del 10 agosto spuntava limpida in oriente, e già nei dintorni di Molare si vedeano drappelli di persone: venivano dai paesi vicini e dai lontani… tanto che si riempiono i dintorni del Santuario, è piena la piazza, piene le vie d’intorno… Il Vescovo accompagnato da gran numero di Sacerdoti è per cominciare la funzione, e quella immensa moltitudine, di circa trenta mila persone, ha gli occhi rivolti e fissi al Santuario… Ad un tratto mille mortai sparano, una variata e forte sintonia dell’orchestra echeggia nell’aria, il cannone tuona, ed il Vescovo alzate le preziose corone le posa sul capo del Bambino Gesù e di Maria”.

Doti artistiche del Santuario

La decorazione della Chiesa inizia nel 1870 ad opera dei fratelli Ivaldi di Ponzone: Giovanni Maria, sordomuto dalla nascita, figurista, e l’altro decoratore. Furono aiutati da un altro decoratore di Milano, Ferrari. In alto, nella navata centrale, sono dipinti quadri raffiguranti la vita della Madonna: nascita, fuga in Egitto, nozze di Cana… Le due navate laterali sono abbellite da medaglioni, che ricordano la gloria del Santuario: l’apparizione a Clarice ed i miracoli avvenuti nei primi tempi.
Sopra l’Altare maggiore domina una colomba dorata: lo Spirito Santo, Amore di Dio, è il grande artefice di tutte le grandezze di Maria santissima. Sull’abside due tele, di autore ignoto, rappresentano l’Immacolata e l’Annunciazione. Opere tutte di pregio, che ancora oggi conservano una freschezza originale.
Le pale dei due Altari laterali di S. Lorenzo (1685) e della Madonna del suffragio (1687) sono del pittore Giacinto Alberti. Nella navata di sinistra si conserva una preziosa reliquia: il corpo di S. Leone martire. Nato a Roma subisce il martirio nella stessa città ed è sepolto nel cimitero di S. Calepodio. Dopo vario pellegrinare le reliquie vengono in possesso del sig. Giobatta Bono, di Molare, che ne fa dono al Santuario. Il Santo riposa sotto l’Altare di S. Lorenzo. Gli Altari di S. Gabriele dell’Addolorata (1921) e di S. Paolo della Croce (1954) ornano, al centro delle due navate laterali, la Chiesa. Opera di valore l’artistico pulpito, tutto di marmi pregiati.

Cinquantenario dell’Incoronazione (10 agosto 1873)

Nel 1873 è commemorato il cinquantenario dell’Incoronazione, presenti i Vescovi di Acqui, Asti e Alessandria. I pellegrini furono così numerosi che il Santuario era insufficiente a contenere tutta la marea di popolo. L’anno seguente è consacrata la Chiesa, rialzato il campanile e dotato di tre nuove campane.
Mons. Giacinto Della Torre, Vescovo di Acqui, in oc-casione della Consacrazione della Nuova Parrocchiale di Molare (1803) compie la visita pastorale al Santuario e rimane profondamente colpito dal concorso e dalla pietà del popolo.

I Passionisti

Il 2 maggio 1880 i Passionisti (Congregazione fondata da S. Paolo della Croce, nato a Ovada il 3 gennaio 1694 e morto a Roma il 18 ottobre 1775) entrano come custodi del Santuario e iniziano sostanziali restauri, che continueranno costanti. Nel 1920 esce il Bollettino “IL SANTUARIO DI N.S. DELLE ROCCHE”, che da più di mezzo secolo diffonde in tante famiglie la devozione alla Madonna.

Il centenario e seconda Incoronazione (10 agosto 1923)

Nel centenario della Incoronazione sono eseguiti importanti lavori: il pavimento della Chiesa è abbassato e viene eretto il grandioso e monumentale Altare maggiore, alto 9 m., con colonne tortili, intarsi e il Tabernacolo che formano un ammirevole complesso artistico: sullo sfondo, in mosaico dorato, la nicchia con la statua nuova della Madonna. Il Santuario era tutto uno scintillio di luci, presenti cinque Vescovi e una folla immensa. Il Card. Alfonso M. Mistrangelo incorona il Bambino e la Vergine tra la commozione e il silenzio di tutti: all’improvviso la folla scoppia in un irrefrenabile grido: “VIVA MARIA! VIVA LA NOSTRA REGINA!”. La nuova statua della Madonna è stata scolpita in Val Gardena e la nìcchia in mosaico dorato è opera di una ditta di Murano. Per il Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano l’amministrazione del Santuario è affidata (1939) alla Diocesi di Acqui, come bene ecclesiastico.

Opere nel tempo

Nel 1939 è sistemato il grandioso viale alberato.
Nel 1959 viene eretta la maestosa gradinata.
Nell’anno 1960 è rifatto il convento, con la munificenza di Mons. Giovanni Battista Peruzzo, rocchese.
Nel 1968 sono aggiunte due nuove campane con impianto di automazione.
Nel 1970 la Chiesa viene dotata di riscaldamento.
Nel 1971 viene eseguito il rivestimento, in marmo travertino, della facciata.
Nel 1973 nuova illuminazione interna del Santuario e nel 1988 rifacimento del pavimento della Chiesa.
Il 6 maggio 1966 il Santuario diventa Parrocchia.

Il 150° anniversario dell’Incoronazione

Il 10 agosto 1974 ricorre il 150° della prima incoronazione della Vergine santissima. I festeggiamenti si svolgono nel più grande entusiasmo, con la partecipazione di Vescovi, autorità e del Card. Luigi Raimondi: iniziano il 10 agosto e si protraggono fino all’8 settembre quando, dopo una processione per il viale fastosamente illuminato, il Cardinale depone ancora sul capo del Bambino e della Madonna le corone d’oro. La cronaca registra la partecipazione di migliaia di fedeli.

Centenario della permanenza dei Passionisti alle Rocche

L’anno 1980 è il “primo centenario” della venuta dei Passionisti alle Rocche. Infatti il 2 maggio 1880 “P. Norberto con fratel Sisto in compagnia del clero di Molare, dei signori del municipio e di molto popolo che era già avvisato entrarono nel Santuario. Vi fu discorso in Chiesa, Benedizione, mentre all’intorno quelle popolazioni benedicevano Dio per il ricevuto favore”.
La ricorrenza è celebrata con festeggiamenti speciali. Il 29 giugno Mons. Giuseppe Almici, Vescovo di Alessandria; il 15 agosto il Card. Anastasio Balestrero, Arcivescovo di Torino; l’8 settembre Mons. Livio Maritano, Vescovo diocesano, commemorano la data con solenni riti religiosi.
In cent’anni i Passionisti hanno svolto migliaia di predicazioni speciali e attorno al Santuario sono fiorite diverse decine di vocazioni Sacerdotali e religiose.

Dal sito delle Diocesi

Il santuario si trova in frazione Rocche di Molare, a 4 Km dalla stazione sulla linea Asti-Ovada-Genova. L’apparizione della Madonna avvenne sulla fine del XVI secolo.
Una certa Clarice, salendo un giorno il colle, incontrò una Signora che le chiese un pezzo di pane per il suo bambino. Clarice nel suo cesto non aveva altro che della verdura cotta per il marito che si trovava in montagna a tagliare legna.
La Signora invitò Clarice ad aprire il canestro che risultò pieno di pani freschi. Dopo essersi rivelata, la Madonna incaricò Clarice d’informare dell’accaduto la gente del luogo.
A Molare dapprima si stentava a credere, ma dopo il miracolo dello storpio Gazzuli, si cominciò a prestare devozione al luogo su cui, poi, i fu edificato il santuario.
Il giorno commemorativo dell’incoronazione e, forse, dell’apparizione è forse il 10 agosto. Due sono le grandi solennità del santuario: il lunedì di Pasqua e l’8 settembre. Il santuario è officiato dai Padri Passionisti.
Degno di nota l’altare della Madonna, alto 9 metri, con colonne tortili, intarsi e tabernacolo in un armonico complesso marmoreo.
Innumerevoli gli ex voto. I dipinti rappresentanti la vita della Vergine sono del famoso P. Ivaldi, detto il “muto”. Il Santuario è sempre aperto, con sacerdoti sempre a disposizioni dei visitatori.